Visitando la cittadina del marinista Eduardo De Martino,
ci si imbatte nel "Giardino degli Agrumi", una specie di casa
a cielo aperto, un luogo di serenità e di svago, ove isolarsi
dalla confusione e dai rumori della città; un mondo vegetale
con il quale integrarsi per ritrovare una dimensione di vita regolata
e scandita da tempi e ritmi naturali. Dal belvedere del parco, un colpo
d'occhio della Villa Comunale, della maestosa Basilica della Madonna
del Lauro, del mare costiero, dei monti sovrastanti:Sant'Angelo e il
Crocione.
Il "Giardino degli Agrumi" possiede uno spiccato carattere
di naturalità, prevalgono le piante tipiche del luogo, integrate
da siepi aromatiche e odorose, da fiori, da palme e dalla presenza dell'acqua.
Viali ombreggiati da pergole ricoperte di rose rampicanti, glicini,
gelsomini; rete di canali esterni confluenti in specchi e vasche d'acqua
affascinano il visitatore, rendendo la sua sosta particolarmente confortevole
e riposante.
Ciascun angolo del "Giardino degli Agrumi" possiede un ruolo
preciso: lo spazio per l'orto, quello per i fiori, il pomario con gli
alberi da frutto, il boschetto per riparare il parco dai venti freddi
e dal rumore, il padiglione verde dove ripararsi all'ombra, la siepe
fitta per nascondersi.
Il "Giardino degli Agrumi", nella sua felice composizione,
nella fantasmagoria dei suoi colori,, suoni e immagini corrisponde alla
peculiarità dell'animo metese propenso alla Natura, all'ordine
e alla riservatezza.
Guida per
turisti, giardinieri e studenti amanti del verde
Il giardino, vecchio o nuovo che sia,
rappresenta un insostituibile patrimonio storico, architettonico, naturalistico
ed etico, grazie al quale può realizzarsi uno scambio dinamico
di idee tra passato, presente e futuro. Risponde ad un insieme di regole
basilari che ne hanno ritmato nel tempo la sua evoluzione come la sua
affermazione.
Storia
Partendo dal mondo classico latino, ad esempio, scopriamo che i Romani
s’industriano non poco a creare al centro della casa un cuore
verde, solcato da vialetti in un disegno geometrico raffinato. Alberi
ed arbusti realizzano macchie d’ombra, la cui frescura è
assicurata dallo zampillare festoso di una fontana d’acqua, simbolo
della vita. Questa struttura così intima e privata resta invariata
fino al Medioevo; anzi viene ripresa nello schema dei conventi che prevedono
il giardino e il chiostro, al cui centro ci sono un pozzo e tutt’intorno
colture di piante officinali che costituiranno la farmacopea a disposizione
dell’intera comunità religiosa. Il giardino e il chiostro,
luoghi di delizia e di contemplazione, sono nella clausura e restano
inaccessibili ad ogni occhio estraneo. Arrivati al Quattrocento, nasce
il «giardino all’italiana» che si diffonde in tutto
il mondo nei tre secoli successivi. Smette di essere un luogo segreto
dell’anima, per diventare palcoscenico della vanità e simbolo
della potenza economica della casata.
Non possiamo non ricordare, a Meta, la cosiddetta: »aristocrazia
del mare» rappresentata dai comandanti e dai capitani di lungo
corso borbonici che hanno realizzato, tra il Settecento e l’Ottocento,
superbe dimore e giardini privati da favola.
Invece di essere il cuore segreto della casa, il giardino diventa una
sua proiezione a terra, come una quinta facciata dell’edificio.
Della casa non imita soltanto gli spazi, ma anche gli sbalzi tra un
piano e l’altro, quando per seguire le ondulazioni naturali del
terreno e dei pendii, riscopre le terrazze raccordate da scalinate.
Siamo completamente fuori dai confini domestici; nasce l’arte
dei giardini che sviluppa specifiche tecniche architettoniche per progettare
e disciplinare il verde. E’ il trionfo della Cultura sulla Natura.
L’albero, la siepe vengono assoggettate ai rigori della geometria.
Simboli
Il giardino, come si può notare, si appropria e si arricchisce
di simboli classici e moderni, italiani e stranieri che trovano il massimo
momento di splendore e di libertà inventiva nell’età
contemporanea, Di questi simboli antichi e moderni, ci piace fare un
elenco e dare di ciascuno di essi una descrizione essenziale.
1) Aiuola: una porzione di terreno, di forma prevalentemente geometrica,
per la coltivazione di fiori e piante. Elemento base del giardino, ha
assunto nelle diverse epoche le forme e le dimensioni più svariate
e costituisce la struttura decorativa del giardino;
2) Labirinto: un complicato tracciato che per la sua difficoltà
rende arduo il raggiungimento di un determinato punto, più spesso
il centro. Il labirinto tra le siepi nasce nel Rinascimento, ma il concetto
originale rimane anche svincolato dalla più comune sistemazione
di un percorso tra alte siepi potate;
3) Fontana: elemento architettonico con funzione ornamentale, può
essere alimentata sia naturalmente che artificialmente. Elemento fondamentale
del giardino già nell’antichità, assume assoluta
importanza a partire dal tardo Medioevo, come vasca ornamentale;
4) Pergola: un’impalcatura a galleria di varia forma sulla quale
far arrampicare viti, rose e altri rampicanti. Di origine antichissima,
si trova già nei giardini romani. E’ uno degli elementi
più frequente in tutti i giardini di tutte le epoche;
5) Viali: nella struttura formale, compongono l’ossatura dell’impianto
e la suddivisione in riquadri e partizioni del giardino;
6) Belvedere: un luogo elevato dal quale godere ampie vedute panoramiche,
ma spesso lo stesso termine indica anche le costruzioni che vi sorreggono:
logge e torrette;
7) Kaffeehaus: termine tedesco che indica i tipici padiglioni da giardino
per la sosta, dopo che il caffè divenne bevanda alla moda;
8) Pomario: antico termine che indica il frutteto, dove sono coltivati
alberi da frutto in schemi di impianti regolari;
9) Gazebo: un padiglione dalla struttura in legno o in ferro, adibito
alla sosta, a concerti all’aperto, a manifestazioni canore, ecc…;
10) Jardin potager: il tradizionale orto francese, tipico del XVI secolo,
composto da vari ortaggi che in determinate composizioni acquistano
valore ornamentale. Conosce un revival nel Novecento;
11) Limonaia: costruzione di diversa natura per la coltivazione e il
ricovero delle piante di limoni. Nelle diverse regioni italiane tipi
diverse di limonaie si adattano alle tradizionali tecniche locali di
coltivazione e di ricovero degli agrumi.
12) Catena d’acqua: composizione ornamentale , che simula una
cascata, è solitamente costituita da piccole vasche poste in
successione lungo un pendio. In senso più ampio indica una intera
e articolata composizione di bacini, fontane e cascate in successione.
13) Patio: cortile degli antichi edifici spagnoli, spesso porticato
nel quale talvolta si trovano coltivate delle piante. Come spazio aperto
è anche in assenza di vegetazione considerato un giardino, come
nei giardini di Granada. Nel Novecento il termine indica generalmente
un’area pavimentata arredata con tavoli e spesso ombreggiata nei
climi caldi.
Colori
I colori (delle foglie e dei fiori) hanno un ruolo fondamentale in un
giardino; esiste un insieme di regole basilari e conoscerle è
di grande aiuto per il visitatore.
Se misceliamo, ad esempio, tra loro i colori primari (blu, rosso, giallo),
ne otterremo altri, denominati secondari (arancio, viola, verde) e così
via, fino ad ottenere una tavolozza pressoché completa.
I colori che tendono all’arancio sono colori caldi ed evocano
il fuoco, la passione, l’energia; mentre quelli tendenti all’azzurro
sono colori freddi e richiamano l’acqua, il cielo, il gelo. I
colori caldi attirano la nostra attenzione ed eccitano i sensi. Una
zona, ad esempio, coltivata con i fiori rossi o arancio attirerà
lo sguardo dell’osservatore, spingendolo anche ad osservare qualcosa
nelle immediate vicinanze, qualcosa che vogliamo che venga notato.
Un secondo effetto dei colori caldi consiste nel farli apparire più
vicini di quanto non siano in realtà. Questo effetto è
utile , quando vogliamo far apparire più piccoli , spazi troppo
aperti o più brevi i percorsi lunghi.I colori freddi, al contrario,
sono rilassanti, ci trasmettono calma e serenità. I fiori azzurri
e le piante con foglie verde-azzurro vengono usati in zone di sosta,
intorno ad un laghetto, vicino ad una panchina.
In prossimità o di fronte ad un balcone da cui si può
vedere un panorama, usiamo i colori freddi. I toni di azzurro, che si
fondono con il cielo, non catturano lo sguardo, ma lasciano che questi
scivoli oltre, verso il panorama. Contrariamente ai caldi, i colori
freddi vengono percepiti come distanti rispetto alla loro reale posizione
e li utilizziamo per far sembrare più largo uno spazio angusto
o uno stretto passaggio. Il bianco, infine, evoca la purezza e la semplicità.
Il vantaggio con il bianco è che si sposa bene con tutto: ogni
tipo di fogliame, più o meno scuro, ed ogni altro tipo di colore.